Mercoledì scorso è stata inaugurata la personale d’arte di Valentina Mammana “Voce del verbo amare”, nei locali dell’ex Convitto Ragusa di Corso Vittorio Emanuele a Noto. Già nei primi giorni di esposizione in tanti hanno fatto visita alla mostra avendo l’opportunità di dialogare con l’artista e di scattare foto, le due installazioni le più gettonate, per immortalare un bacio o un abbraccio. Amore, amicizia, affetto, le tante declinazioni del sentimento più nobile rappresentate sulle tele e negli oggetti creati con fantasia, estro e tecnica che hanno fatto colpo anche nel particolare allestimento deciso dall’artista: riproporre il proprio atelier con tanto di colori, tele, cenere vulcanica, gesso e l’immancabile cavalletto. La serata di mercoledì, molto partecipata, ha visto innanzitutto i saluti delle Autorità, infatti “Voce del verbo amare” ha ricevuto il Patrocinio, non oneroso, dal Comune di Noto, Assessorato alla Cultura, la personale è inserita tra gli appuntamenti del programma Noto d’inverno 2015-2016, e dall’Associazione “Ingegnere Davide Caligiore”.
A prendere la parola per prima è stata il Vice Sindaco ed Assessore alla Cultura Cettina Raudino: “Siamo davvero molto contenti di poter partecipare all’inaugurazione della personale di un’artista netina nella propria città. Dobbiamo sfatare il detto “Nemo profeta in patria” e poter dedicare tempo e spazi anche a quanti con le loro capacità mantengono alto negli anni la definizione di “Noto l’ingegnosa”. Parole di grande elogio anche da parte del Primo cittadino, Corrado Bonfanti: “È un piacere enorme essere qui perché a te Valentina è legata gran parte dei tanti successi di questa città, anche per il ruolo internazionale che ricopri, e grazie al quale oggi il Congresso Internazionale delle Arti Effimere a Noto nel maggio del 2016, è realtà. Mi sono passate nella mente le tante ore, le sere trascorse insieme a Roma dove abbiamo messo a punto la candidatura della nostra città. C’è tanto lavoro dietro all’ottenimento di questo risultato, fatto di una fitta trama di relazioni internazionali e in questo c’è Valentina Mammana, io posso testimoniarlo. Dal punto di vista artistico mi associo alle parole dell’Assessore Raudino ed aggiungo, Valentina è una indomabile che attraverso le sue opere butta fuori tanta voglia di amore e di amare; forte, determinata, con una corazza esterna che custodisce una bella fragilità interna”.
Parole importanti, di grande riconoscimento che hanno colpito i presenti e fatto emozionare la stessa Valentina Mammana, alla quale è stata anche riservata una sorpresa, il messaggio della Presidente dell’Associazione Internazionale delle Arti Effimere, Vicenta Pallarès Castelló, di cui riportiamo un breve stralcio: “Conosco perfettamente le sue qualità artistiche perchè abbiamo avuto la fortuna di presentare una sua esposizione a Caldes de Montbui, artista poliedrica, Valentina è capace di fare di un tappeto un’opera d’arte, domina alla perfezione le tecniche dell’arte effimera creando attorno a se un’atmosfera di serenità, di efficacia e di complicità che invita a condividere la bellezza dell’arte, in tutte le sue forme. Oggi Valentina, presenti la tua opera nella tua città e queste pareti da stasera splendono in modo diverso perché su di esse c’è il tuo lavoro, il tuo sapere, la tua arte. Ora saranno le tue opere a parlare di te, trasmetteranno i tuoi messaggi ed i tuoi sentimenti in una finestra aperta agli occhi degli altri”. Presente anche il Dirigente scolastico dell’Istituto “Matteo Raeli” di Noto, Concetto Veneziano, che ha gentilmente concesso una delle aule di propria pertinenza, a Valentina Mammana per ospitare la mostra. Spazio alla presentazione della Personale curata dalla dottoressa Maria Virginia Di Martino, storico dell’arte: “Per potere stabilire un dialogo con l’opera di Valentina, è necessario prendere in considerazione tre aspetti importanti: la tecnica, l’utilizzo della scrittura trasformato in linguaggio puramente plastico e la tematica, in questo caso l’amore, come motore creativo. Le sue creazioni sono realizzate con materiali diversi da quelli tradizionali, come possiamo vedere nei suoi quadri l’artista include: sabbia lavica, silicone, stracci, legno, gesso, acrilico, creando superfici spesse in cui interviene attraverso le incisioni che, in comunione con la sua gamma di colori, aggiungono all’opera un elemento sensoriale. Il quadro smette di essere solamente visuale e si trasforma in una specie di detonatore di sensazioni tattili mediante il gioco di tessiture”.
“Voce del verbo amare” è stata in esposizione nel giugno del 2014 a Caldes de Montbui (Catalogna), per tre mesi, poi è stata anche ad Ispica da marzo a luglio 2015, e dopo l’esperienza a Noto partirà alla volta di Milano, a marzo 2016, in occasione di “Affordable art fair”, in estate poi si andrà oltralpe, precisamente in Germania. Tra le opere esposte anche la grande installazione, che porta il nome della mostra, e che Valentina ha pensata per il pubblico (Casa Catalunya, maggio 2015, palazzo Rau grazie a Vincenzo Medica e Studio Barnum per Rau Contemporary box, e Giacinto Festival), dove ognuno può lasciare un messaggio, una riflessione o semplicemente la firma. Insomma una personale dove si può guardare, parlare con l’artista, vederla all’opera ed anche interagire con i suoi lavori. Ma Valentina Mammana da anni si dedica anche al tema della lotta alla violenza sulle donne, sensibilizzando l’opinione pubblica con eventi creati per il 25 novembre e con opere pittoriche apposite. Per questo motivo la stessa è particolarmente felice di ospitare una delle iniziative di Semaforo Rosa, il calendario 2016, realizzato grazie agli scatti di maestri fotografi netini, il cui provento della vendita (ogni calendario costa 5 euro), verrà destinato al centro antiviolenza Doride di Avola. Solidarietà come altra declinazione del verbo amare. La mostra è aperta tutti i giorni dalle ore 17 alle 20, nei giorni festivi e prefestivi dalle 10,30 alle 12, 30 e dalle 17 alle 21.
Nella foto il Sindaco Corrado Bonfanti, l’artista Valentina Mammana e l’Assessore Cettina Raudino
Foto di Andrea Roccaro
Emanuela Volcan

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